domenica 20 marzo 2016

Green Days

20 marzo, inizia ufficialmente la primavera, anche se già da qualche giorno il clima si era ammorbidito parecchio.
Giornate verdi soprattutto quella di giovedì, san Patrizio, patrono d'Irlanda ma adottato anche dagli universitari come protettore delle serate alcoliche. Menù a base di carne inondata di Guinnes a casa Dallagiacoma, cena decisamente alternativa almeno per questa volta.
Verde che inizia a farsi vedere a bordo strada, non solo perché inizia la bella stagione ma anche perché i miei allenamenti serali sono "illuminati" dalla luce del tramonto e non più dal faretto led della mia torcia da runner. elGringo prosegue con il carico dei kilometri arretrati in vista di appuntamenti agonistici prossimi, sabato pomeriggio in quel di Villalagarina e l'ormai classicissima gara di Pasquetta in quel di Drò. Diciamo chiaramente che sono ancora lontano anni luce dalla condizione che mi ero prefissato e che la primavera sarà avara di grosse soddisfazioni, per ora mi accontento di macinare strada senza particolari pretese; una volta sistemate le questioni scolastiche e lavorative ci sarà tempo e spazio per preparare a dovere qualche appuntamento autunnale.
Semaforo verde ai vari progetti in campo lavorativo, dopo le numerose buone cose applicate alla produzione e al magazzino e visti i risultati in termini numerici ed economici il boss mi ha dato via libera per iniziare ad impostare i dettami per la qualità interna. Due gli obiettivi fondamentali, il primo è quello di standardizzare i processi attraverso la creazione di istruzioni di lavoro grafiche e semplici, l'altro è quello di ottenere un valido strumento certificato per far fronte ad eventuali problemi di reso merce presso i clienti.
L'ingresso nella primavera è annunciato anche dallo sport, come tutti gli anni infatti l'uscita dall'inverno è segnata dalla chiusura del cosiddetto "circo bianco" dello sci e dall'inizio delle gare di ciclismo in Europa nonché dalla partenza delle competizioni motoristiche.
Dopo la Tirreno-Adriatico e la Parigi-Nizza l'evento che dà il la alle classiche ciclistiche è da sempre la Milano-Sanremo; corsa lunghissima e dal grandissimo fascino che, facendo leva su un percorso relativamente poco impegnativo, è ogni anno aperta ad ogni possibilità. Anche quest'anno c'è stato un vincitore a sorpresa (anche se non troppo) ed è l'ennesima dimostrazione che nel ciclismo moderno il più forte spesso non vince. Nonostante i favori del pronostico i vari Sagan, Van Avermat e Cancellara sono rimasti ingabbiati nelle tattiche attendiste dettate dai vari direttori sportivi, fa davvero strano in uno sport che dovrebbe essere individuale vedere le fasi di corsa scandite e decise dalla squadra e non dall'abilità del singolo ciclista. Ancora una volta vince chi sta coperto, nell'ombra, protetto dalla squadra; vince la furbizia di chi lascia agli altri il lavoro di tenere il gruppo chiudendo i buchi, confidando nell'annullamento vicendevole dei pochi in grado di fare la differenza sugli altri. Così succede che, nonostante una caduta, si arriva su via Roma con una cinquantina di corridori e la volata viene lanciata da velleitari tentativi di allungo di gente che parte e dopo 50 metri si gira e rallenta.. tutto facile quindi per il (peraltro valido) velocista di turno che si prende la sua meritata giornata di gloria, alla faccia dei telecronisti che a stento lo avevano considerato nelle prolungate e inutili analisi pre-gara.
Altra parentesi sportiva su cui spendo due parole è il 6 nazioni di rugby conclusosi, mestamente, ieri con l'Italia che incassa l'ennesima sconfitta poco onorevole. Avendo visto tutte le partite, non solo quelle della nostra nazionale, mi sovviene un curioso parallelo con quanto appena scritto riguardo il ciclismo. Se da un lato abbiamo uno sport individuale in cui le squadre sono molto decisive, dall'altro abbiamo uno degli sport più di squadra che esistano dove le differenze sono dettate dalle abilità dei singoli. L'Italia ce lo ha dimostrato, in negativo, in ogni partita si è palesato l'imbarazzante divario tecnico e fisico tra un qualunque giocatore azzurro nei confronti di un qualsiasi avversario; nonostante infatti, a livello di squadra, il divario era attenuato dallo spirito di sacrificio del gruppo sono stati fin troppo evidente i problemi negli scontri singolo contro singolo. I vincitori dell'Inghilterra lo hanno dimostrato in positivo, le loro grandi prestazioni si sono poggiate di volta in volta su uomini dal talento e dalle capacità sopra la media che andavano puntualmente a mettere in difficoltà l'avversario diretto e garantendo di giocare in sostanziale vantaggio numerico le più svariate situazioni. Personaggi come Vunipola, Itoje, Farrel hanno fatto la differenza scavando il solco tra la loro squadra e gli avversari di turno e regalando al loro coach e ai tifosi una vittoria finale davvero schiacciante.
La mia domenica trascorre tranquilla sotto il sole tiepido di Vicenza, questo il panorama che mi circonda in questo momento..buona domenica :-)